“Un giorno come gli altri” di Salvatore Mangano

///“Un giorno come gli altri” di Salvatore Mangano

“Un giorno come gli altri”

di Salvatore Mangano

Caro diario,

mi dispiace se in questi giorni ti racconto poco rispetto a prima, quando ti parlavo di tutte le mie avventure e tutti i miei sentimenti, di tutte le mie azioni, di tutta la mia felicità. Questa sarà una pagina molto diversa rispetto alle altre. Ero abituato a raccontarti di tutta la settimana perché se avveniva qualcosa di diverso, anche una leggera sfumatura, io scrivevo: svegliarmi, prepararmi, andare a scuola, studiare, dare un passaggio in macchina a qualche amico prima di ritornare a casa per il pranzo, mangiare, studiare, qualche volta uscire con i miei amici a prendere un caffè, fare nuove amicizie, andare al corso d’inglese, andare in palestra, tornare, fare una doccia e cenare, qualche volta studiare pure fino a tarda sera.

In questi giorni mi alzo 20 minuti prima dell’inizio della lezione on line, certe volte mi vesto, certe volte seguo le lezioni in pigiama. Prima di pranzo, per la nostalgia, faccio qualche chiamata con i miei amici perché mi mancano troppo, anzi per fortuna appartengo a questa era digitale, perchè, se fossi stato in epoche precedenti, non ci sarebbe stato il telefono e quindi non avrei potuto incontrare i miei amici virtualmente.

Però questa pagina non sarà solo piena di cose negative: mi sono messo a cucinare, credo proprio di aver preso qualche chilo…. Grazie a questa quarantena sto riscoprendo ciò che non facevo da veramente tanto, anche attività che odiavo, per esempio il giardinaggio, pulire la mia stanza, ordinare il mio armadio e, soprattutto, stendere il bucato.

Di pomeriggio solitamente studio in chiamata con i miei amici, due volte a settimana faccio inglese, ovviamente online. Quando faccio pausa mi affaccio dal balcone, salgo in terrazza e innaffio pure le piante ed è proprio in quel momento che capisco che la situazione in cui viviamo non è normale: pochissime volte mi è capitato di affacciarmi su via Ruggero Settimo e di non vedere nessuna persona, nessuna macchina e nessun turista, di non sentire nessun rumore.

Dopo aver finito di studiare guardo un film o aiuto mia madre in cucina, infatti molte volte sia io che mia sorella cuciniamo insieme per cena. Dopo non ci sono molte cose da fare, nei giorni più sfortunati studio o faccio videochat con i miei amici fino a mezzanotte per poi andare a letto serenamente.

La cosa più brutta della quarantena è questa: il fatto che da un giorno all’altro, quando ancora andavamo a scuola, uscivamo e ci lamentavamo perché eravamo stanchi, sia cambiato tutto. Ci siamo ritrovati  il giorno dopo a non poter uscire di casa, una sensazione orrenda che ancora ricordo.

Nonostante tutto, ogni giorno prima di andare a letto prego per tutte le persone che stanno veramente male, che stanno soffrendo tanto e spero che questa situazione indegna finisca, sia per me che per tutti gli altri, anche se ancora è troppo presto per annientare questo nemico “invisibile” , tutto è un interrogativo , come il nostro futuro.

2020-04-14T10:12:45+00:00